Un aumento dei raggi cosmici ci indicano un prossimo raffreddamento…   Leave a comment


Secondo i sensori della sonda ACE (advanced composition Explorer) quest’anno i raggi cosmici sono aumentati del 10% rispetto le misurazioni degli ultimi 50 anni, ovvero da quando si osservano e si studiano i risvolti sul nostro clima.I raggi cosmici sono inversamente proporzionali all’attività solare e, trovandoci in un profondo minimo della nostra stella, di conseguenza sono aumentati gli stessi, portando a definire la situazione, come dal conosciuto Richard Mewaldt, una perfetta tempesta di raggi cosmici.


La causa dell’aumento, come abbiamo detto, è dovuta al minimo solare, iniziato nel 2007, e che rappresenta uno dei più profondi del secolo, con conseguente maggior concentrazione di raggi cosmici, tanto da dover rivedere i parametri di protezione elettronica e umana della NASA.
I raggi cosmici non sono altro che particelle subatomiche di protoni provenienti dalle esplosioni di lontanissime supernove. Il campo gravitazionale solare ci protegge sostanzialmente da queste onde protoniche. Venendo meno l’attività solare, si riduce il campo gravitazionale, permettendo un maggiore passaggio delle particelle che vanno ad impattare sull’atmosfera terrestre.
Il campo gravitazionale solare viene definito come Heliosfera e viene raffigurato graficamente da una grossa bolla che protegge l’intero sistema solare dai raggi provenienti dall’esterno.
In pratica, senza entrare troppo in terminologia scientifica, i raggi cosmici rimbalzano sul campo gravitazionale, impedendo loro di impattare sui pianeti.
Attualmente, grazie alla nostra atmosfera ottimamente conformata, non ci sono assolutamente rischi per la vita sul nostro pianeta, anche perché picchi ben più elevati hanno colpito il nostro pianeta.
Sappiamo di certo che i raggi cosmici quando impattano con la nostra atmosfera producono un isotopo, il berillio (10Be), che viene imprigionato nei ghiacci, tanto che in seguito ai carotaggi è stato possibile risalire allo storico.
Fatto sta che si è tornati a valori dei secoli scorsi, ovvero nel periodo della PEG, piccola era glaciale.
Dunque sempre maggiori conferme al periodo di raffreddamento a cui andiamo incontro…
Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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