Spotless del Sole e proiezioni climatiche…   Leave a comment


Innanzitutto andiamo a visionare la top ten dei giorni spotless dell’ultimo secolo. Questo per chiarirci le idee:
anno       giorni
1913        311
1901        287
1878        280
2008        265
1856        261
1902        257
1912        254
1954        241
1933        240
2009        242 (al 26 ottobre “da confermare“)

La somma complessiva dei giorni spotless, iniziata nel 2004 e che a questo punto tocca quota 749 (sempre da confermare), rende il trapasso del ciclo 23 al 24, il più importante dai cicli di inizio 900 e il quarto dal 1833.

Al di la di questi dati puramente storici, che rappresentano una inezia in confronto alla vita totale della nostra stella, stimata in 5 miliardi di anni, quello che risalta agli occhi di tutti coloro che seguono l’andamento solare è che per trovare un periodo con un’attività solare marcata come nel 20° secolo, bisogna risalire a circa 11000 anni fa.

Lo ripeterò fino alla noia, ma un’attività solare come quella passata, influisce sul clima tanto da far gridare ai quattro venti che Gaia si stava riscaldando, (cosa del resto verissima); ecco che i fautori del GW, in seno all’IPCC, hanno estrapolato modelli per farci proiettare in un futuro fatto di innalzamento delle temperature e degli oceani, di scioglimento dei ghiacci e aumento della desertificazione o estremizzazioni dei macro-climi, etc etc…

Ma, perché c’è un ma, non è stato tenuto conto dell’instabilità naturale della nostra stella e dei cicli naturali terrestri in correlazione con essa, ed è stato sbandierato l’effetto antropico per puro interesse economico. Non oso pensare altrimenti perché uno scienziato non può, per dovere scientifico, eliminare variabili in gioco.

Ora che il minimo solare si è approfondito, il surplus energetico accumulato, in particolare dagli oceani sotto forma di calore, si dissiperà entro un decennio.

Ricordo che l’anno 2012, rappresenterà la fase iniziale di un periodo più freddo.
Il segnale inconfutabile, di questo nuovo ciclo, verrà rappresentato da temperature medie mondiali sotto la media degli ultimi trenta anni in tutte le stagioni.

Infatti per l’emisfero boreale è fondamentale avere temperature sotto la media in estate, per far si che la banchisa artica possa estendersi più velocemente e in maniera più marcata nel periodo invernale, ma anche l’espandersi dei ghiacciai sulla terraferma.

Un clima più fresco in estate rappresenta la partenza per inverni più freddi, e nel nostro emisfero è la base di tutto un processo di feedback positivo, per presenza di enormi porzioni di terraferma, che rappresenta l’esclusività rispetto a quello australe, dove le masse continentali sono minori.

Ora un raffreddamento del clima terrestre porterà, sulla bocca degli scienziati fautori del GW, a scagionare l’uomo come causa del riscaldamento avvenuto negli ultimi decenni e senza remore parleranno e diranno: “ecco perché nel sistema solare tutti i pianeti hanno subito un riscaldamento…!!!  Il Sole ??? Non ne abbiamo tenuto conto perché per noi era ininfluente…”
Ricordo anche questo fatto, tra l’altro dichiarato apertamente e verificato scientificamente dalle sonde, in particolare quelle marziane,  che è in atto un raffreddamento di tutti i pianeti del sistema solare.

Molto più semplice da verificare su quei pianeti dove l’atmosfera non è presente; “atmosfera”, che rappresenta una protezione naturale contro gli sbalzi di umore del Sole.

Un cordiale saluto
Luca Romaldini

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