Solar Flux e ciclo solare…   Leave a comment


La parte centrale del 20° secolo è stata caratterizzata, come tutti sappiamo, da una eccezionale attività solare, misurata attraverso il conteggio delle macchie solari. Oggi metodi moderni, come il Solar Flux, ci aiutano a osservare nel miglior modo possibile l’evoluzione della nostra stella.


Da sempre vado sottolineando come l’attività elettromagnetica del Sole, in eccesso di energia, abbia influenzato il clima sulla Terra con un conseguente riscaldamento globale (GW), in particolar modo degli oceani, che hanno influenzato e non poco i ghiacci artici e l’evoluzione meteorologica a livello mondiale (ricordiamo le fasi di EL NINO, dell’ AMO, PDO e non solo).

Ad oggi ci troviamo a visionare una situazione di profondo minimo, o quiescenza, della nostra stella, tale da far sconcertare tutti gli scienziati che si occupano dello studio della stessa.
Ebbene abbiamo superato il ciclo 13, nel numero totale dei giorni senza macchie, quarto posto di sempre dall’inizio dell’osservazione scientifica, un risultato notevole e che continuerà a sorprenderci, visto il continuo mancato risveglio. La concentrazione di raggi cosmici continua a salire in maniera sensibile, in particolar modo negli ultimi tre anni, ovvero da quando il sole mostra uno stato dormiente quasi assoluto, anche se sono circa 10 anni che l’attività solare risulta essere in calo.

Di sicuro la situazione incentiverà lo studio degli effetti, sul clima della Terra ,da parte della nostra stella.
Molti ora cominciano a credere che effettivamente il Sole, con le sue variazioni di energia emessa, anche se parliamo di differenze minime, possa influenzare il clima terrestre; cosi’ come combinazioni favorevoli astronomiche possano incentivare ere più fredde o calde sul nostro pianeta.

Secondo la mia opinione il Sole si trova e continuerà a trovarsi in uno stato di quiescenza prolungata, tale da incentivare un’era climatica più fredda simile a quella, che abbiamo più volte visionato, partita dal 1600 e prolungatasi fino al 1900.
Qualche anno fa ho sottolineato, e continuo a farlo, un preciso periodo di non ritorno, ovvero il 2012, un anno di riferimento per visionare realmente gli effetti sul clima terrestre.

Eppure già i primi effetti sono davanti gli occhi di tutti, ma non vengono colti per il continuo martellare sul GW,  da media e enti intergovernativi, unicamente per motivi economici.
E’ giunta l’ora in cui tutti responsabilmente ci rendessimo conto che i tempi sono corti, al di la di ciò che viene propinato, ovvero di cambiamenti climatici lunghi nel tempo.

Niente di più ipocrita e i fatti lo dimostrano, in primis con lo studio della nostra stella.
Ribadisco dunque una più attenta visione degli accadimenti meteo-climatici su Gaia e una visione, più aperta, alla critica costruttiva nello studio del Sistema climatico terrestre, molto più sensibile di quanto si pensi.
Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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