Il deserto su Gaia   Leave a comment


Il deserto è caratterizzato da precipitazioni scarse e molto irregolari (media annuale inferiore ai 250 mm) e pertanto povera o completamente priva di vegetazione.

A causa dei particolari fenomeni che li caratterizzano, i deserti sono ambienti estremamente inospitali abitati da una fauna scarsa e molto specializzata e sono inadatti all’insediamento stabile da parte dell’uomo. Un terzo delle terre emerse è un deserto e si trova a varie latitudini.

I deserti subtropicali si trovano nella fascia compresa tra il 25° e il 35° di latitudine e sono dovuti alla presenza di anticicloni permanenti che producono condizioni climatiche estremamente stabili. Si tratta dei deserti più estesi: nell’emisfero settentrionale si distribuiscono dal Sahara fino alla regione di confine tra Pakistan e India (deserto di Thar) attraverso l’Arabia e l’Iran; nell’emisfero meridionale sono rappresentati dal deserto del Kalahari e dal deserto australiano.

Molto caldi e soleggiati (ricevono raggi solari per più di tremila ore all’anno), con inverni tiepidi, sono caratterizzati da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Infatti, a causa della bassa percentuale di umidità, i raggi del sole riscaldano molto il suolo (la temperatura media è spesso tra i 35 e i 40 °C, con punte di 60 °C); durante la notte, tuttavia, il calore accumulato viene quasi totalmente disperso e la temperatura può avvicinarsi agli 0 °C).

I deserti litorali costituiscono strette fasce lungo il margine occidentale dei continenti americano e africano, estese dalle latitudini subtropicali fino all’equatore. Coincidono con le aree lambite dalle correnti oceaniche fredde del Benguela, del Perù, delle Canarie e della California, e sono, nell’ordine, il deserto del Namib, quello di Atacama, quello della Mauritania, quello della Bassa California.

Al contatto con la fredda superficie dell’oceano, infatti, le masse d’aria si stabilizzano e le precipitazioni si fanno molto rare (da 25 a 35 mm). Le escursioni termiche sono ridotte (meno di 10 °C), l’aria è fresca (tra 13 e 22 °C) ma relativamente umida. Le nebbie mattutine sono frequenti (si parla infatti di deserti nebbiosi), ma si disperdono velocemente non appena l’aria si riscalda.

La condensazione notturna relativamente abbondante permette la crescita di qualche rarissima pianta xerofita. Alcuni territori immediatamente a ridosso di alte catene montuose possono desertificarsi perché la barriera naturale dei rilievi impedisce il transito delle masse d’aria umida oceanica. È il caso del deserto di Mendoza e della Patagonia nell’America meridionale , e dei deserti della Death Valley, del Gran Bacino e del Mojave nell’ America settentrionale. I

n Asia si può classificare tra i deserti di questo tipo la regione che si estende lungo il versante settentrionale della catena himalayana.In generale, il clima di questi deserti dipende anche da latitudine e altitudine: il deserto del Mojave è più caldo del deserto della Patagonia perché si estende in una fascia subtropicale, mentre il secondo rientra in una zona temperata fredda. Le depressioni desertiche del Gran Bacino hanno alcune caratteristiche proprie che derivano dall’altitudine.

L’aridità dei deserti continentali è determinata dalla loro collocazione nel cuore dei continenti, vale a dire troppo lontano dalle coste per ricevere l’umidità degli oceani. È il caso dei deserti dell’Asia centrale, che per latitudine apparterrebbero alla fascia temperata (deserto di Gobi, deserto di Taklimakan), ma che hanno temperature rigidissime d’inverno ed estati torride. Le escursioni termiche annuali sono le più ampie della Terra: d’estate la temperatura può raggiungere i 50 °C, mentre d’inverno il suolo è ininterrottamente innevato per cinque-sette mesi.

Si tratta perlopiù di deserti pietrosi. Sull’altopiano del Tibet le condizioni desertiche sono determinate sia dall’aridità sia dall’altitudine.I deserti freddi si possono trovare o ad alte quote nelle zone tropicali (si chiamano allora deserti d’altitudine), oppure ad alte latitudini (deserti polari). Ad alta quota è la rarefazione dell’aria la responsabile del clima secco, delle basse temperature e della scarsità di precipitazioni. Alle latitudini polari l’intensità del freddo ha lo stesso effetto della siccità.

Le precipitazioni sono piuttosto rare e di tipo perlopiù nevoso: l’acqua presente in queste zone resta allo stato solido di neve o ghiaccio per la maggior parte dell’anno.In molte regioni desertiche sono presenti formazioni vegetali che si sono adattate alla scarsità d’acqua e all’intenso calore diurno.Le piante del deserto sono generalmente in grado di conservare e sfruttare al massimo la poca acqua disponibile.

Molte angiosperme tipiche dei deserti, inoltre, vivono soltanto per pochi giorni: i loro semi giacciono al suolo, talvolta per anni, fino a che un rovescio di pioggia permette loro di germogliare. Le specie legnose hanno forti radici in grado di raggiungere l’acqua in profondità; oppure straordinariamente estese in superficie, atte a catturare la rugiada o le gocce d’acqua delle piogge più leggere.

Le piante del deserto hanno di solito foglie piccole, che limitano la traspirazione; altre piante durante la stagione arida perdono le foglie, realizzando la fotosintesi attraverso i fusti. Le piante grasse conservano l’acqua nei loro fusti carnosi e nelle radici; le spine, che sono foglie modificate, servono a proteggerle dagli animali. Molte piante del deserto assimilano e immagazzinano anidride carbonica solo di notte; durante il giorno i loro pori sono chiusi per impedire l’evaporazione dei liquidi. Le piante che crescono su terreni salini concentrano il sale nella linfa e lo espellono attraverso le foglie.

Tra gli animali del deserto vi sono alcune specie di anfibi che restano in letargo durante la stagione secca ed escono in superficie solo quando cade la pioggia: solamente allora possono accoppiarsi e deporre le uova. Anche molti volatili e roditori si riproducono unicamente durante i periodi di pioggia, quando la vegetazione ha il suo breve periodo di rigoglio.

Alcuni roditori si nutrono di semi: i processi metabolici di questi animali sono molto efficienti nella conservazione e nel riciclo dell’acqua. Numerosi mammiferi del deserto, come il cammello sono assai resistenti alla disidratazione. In buona parte, mammiferi e rettili conducono vita notturna; durante il giorno restano nascosti in tane fresche o all’ombra. Alcuni rettili possono controllare la loro temperatura corporea variando la frequenza dei battiti del cuore e il metabolismo corporeo.

Tra i mammiferi, l’orice del deserto mantiene la temperatura corporea in equilibrio disperdendo di notte il calore accumulato durante il giorno.

Un cordiale saluto
Luca Romaldini

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