La teoria dei Cicli Astronomici…   Leave a comment


Un gruppo di scienziati, tra il 1992 ed il 2002, ha eseguito uno studio basato sui più precisi dati altimetrici da satellite mai messi insieme, usando satelliti Europei per le misurazioni a distanza.

Questi scienziati hanno scoperto che al centro della Groenlandia sta crescendo da una decina di anni una montagna di ghiaccio, come sta crescendo il ghiaccio galleggiante della banchisa dell’Antartide Orientale contro il propagandato ghiaccio frantumato della banchisa dell’Antartide Occidentale, probabilmente causato da eruzioni vulcaniche sotto la coltre di ghiaccio.

Altresi’ importante è sottolineare che nell’ultimo inverno la coltre di ghiaccio artico, dopo un record negativo toccato a fine estate 2007, ha avuto un grande recupero, grazie ad una serie di concause configurali permanenti.

Precedentemente abbiamo avuto modo di capire come il sole sia la fonte principale di energia, ma il clima della Terra ha come basi anche i cicli astronomici orbitali che durano 21.000, 40.000 e 100.000 anni. Comprendere questi cicli orbitali fa si che, insieme al fattore sole, il riscaldamento globale stesso sia un mito.

All’inizio del secolo scorso si mise a punto una teoria climatica (meteorologo russo-tedesco Vladimir Koppen, Alfred Wegener e matematico serbo Milutin Milankovich) riguardo tre cicli di lungo termine nel rapporto orbitale tra la Terra e il Sole. L’idea centrale è che l’energia solare ricevuta dalla superficie terrestre (insolazione) varia con le stagioni, ma anche con queste variazioni a lungo termine dell’orbita terrestre. Con il passare del tempo si dimostrò che i grandi cambiamenti climatici, delle epoche passate, erano correlati con questi cicli orbitali.

Cominciamo dall’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’eclittica (il piano di rivoluzione dell’orbita terrestre), noto anche come obliquità della Terra. Oggi questo angolo è di circa 23,5°. Ma in un periodo di circa 40.000 anni, esso può variare da poco meno di 20° fino a 24°,  variazione dovuta alla perturbazione dell’orbita della Terra causata dall’influenza di altri pianeti, specialmente Giove.

Quando l’angolo di inclinazione è minore, la differenza stagionale tra i poli e l’equatore è moderata. Se non ci fosse nessuna inclinazione, non ci sarebbe nessuna stagione.

Attualmente, con 23,5°, l’inclinazione della Terra è elevata e questo comporta un’escursione termica ai poli elevata.

Consideriamo poi il ciclo orbitale noto come precessione degli equinozi. L’asse terrestre non sempre punta verso la stessa posizione nei cieli. Nell’arco di circa 26.000 anni, la Terra compie una movimento rotatorio, come una trottola, così che l’asse traccia un cono nel cielo. Un effetto di ciò è il cambiamento di posizione della Stella Polare. Oggi è vicina a Polaris nel Piccolo Carro,

mentre, circa 13.000 anni fa, era vicina alla stella Vega, nella costellazione della Lira.

Il termine “precessione degli equinozi” deriva dal fatto che gli antichi astronomi osservarono un graduale cambiamento nell’allineamento del Sole rispetto allo sfondo delle stelle all’alba dell’equinozio di Primavera.

L’effetto sul clima di questo movimento conico dipende dall’interazione di due elementi geometrici: l’angolo di inclinazione e il fatto che l’orbita della terra non è tonda, ma ellittica, con il Sole in uno dei due fuochi. Le due posizioni estreme dell’orbita si chiamano perielio (più vicino al Sole) e afelio (più lontano dal Sole).

Come abbiamo visto, le stagioni sono causate dall’inclinazione dell’asse della Terra.. L’estate può verificarsi sia al perielio che all’afelio.

Attualmente l’asse è così inclinato per quanto riguarda il ciclo della precessione, che l’estate dell’emisfero settentrionale avviene alla più grande distanza dal Sole. L’estate si è verificata all’afelio approssimativamente nell’anno 1250, piuttosto recentemente in questa scala temporale.

Il terzo ciclo, che si estende in un arco di 100.000 anni, riguarda il cambiamento della forma ellittica dell’orbita stessa, che passa da eccentrica a quasi circolare. Quando l’eccentricità è ridotta, la differenza tra l’insolazione all’afelio e quella al perielio è leggera. L’eccentricità dell’orbita può variare da quasi 0 a 0,07. Al massimo di eccentricità la differenza tra le due insolazioni è circa del 28%. L’attuale valore è 0,017, che causa una variazione dell’insolazione del 7% circa.

Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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