Variazioni climatiche temporali…   Leave a comment


Nella  convinzione che i cambiamenti del clima non possono essere addebitati a fattori antropogenici (se non in piccolissima porzione e in pochi punti percentuali), ovvero a causa dell’uomo, volevo far notare come molti scienziati o studiosi del clima, cominciano ad avvalorare le tesi che sostengo da molto tempo. Analizzando lo studio delle temperature globali negli ultimi 2000 anni si è potuto constatare che si sono avvicendati periodi di surriscaldamento e periodi nei quali ci furono sensibili abbassamenti dei valori medi, chiaramente non riconducibili all’attività umana.

“Ricordiamo brevemente il periodo che va dall’800 al 1300, periodo nel quale le temperature erano sensibilmente più elevate dei giorni odierni, oppure dall’inizio del XIV secolo fino al 1700, periodo nel quale le temperature( in particolare in Europa) risultavano essere più basse.  Dal 1700 in poi le temperature riprendono a salire, ma a partire dal 1940 fino al 1975 si assiste ad un nuovo abbassamento delle temperature medie globali.”

Le considerazioni sulle correlazioni, tra l’attività umana e i mutamenti delle temperature medie globali, nascono da semplici domande di riflessione.

Come può aver interagito l’uomo in periodi precedenti alla rivoluzione industriale(1940)?

Come è possibile che tra il 1940 e il 1975 ci fu una sensibile diminuzione delle temperature proprio nel momento in cui c’è stato il boom economico e industriale?

Da queste semplicissime considerazioni credo di poter definire il riscaldamento globale antropogenico come la più grande mistificazione degli ultimi 20 anni. Il riscaldamento globale attuale è reale, ma l’uomo non c’entra.
Come sappiamo la Co2 è un gas-serra e, secondo le misure eseguite sui ghiacciai polari, si osserva una correlazione tra le variazioni di concentrazione di Co2, occorse nel passato, e le variazioni di temperatura; ma ad ogni oscillazione di concentrazione di CO2 ha seguito, e non preceduto, in maniera direttamente proporzionale, una oscillazione termica. Questo, a mio avviso, rimane fondamentale per comprendere la natura delle modifiche termiche sul nostro pianeta.

I sostenitori antropogenici dichiarano l’esatto contrario, ovvero: ad ogni oscillazione di concentrazione di CO2 ha preceduto una oscillazione termica.

Da dove arriva la CO2  e quale fattore è causa del riscaldamento planetario?

Beh, alla prima domanda risponderei che proviene dagli oceani, che sono un enorme serbatoio di CO2, che viene rilasciata in seguito a riscaldamento: se la temperatura dell’acqua superficiale aumenta, avremo un maggiore rilascio di CO2.

Alla seconda domanda risponderei: IL SOLE. Le macchie solari sono intensi campi magnetici che appaiono durante periodi d’elevata attività solare. Dai dati raccolti da vari studiosi, come spesso riportato anche da me, si può notare che nel periodo della piccola era glaciale vi fu una drastica riduzione nel numero delle macchie solari (minimo di Maunder). Da qui oserei dire che determinati  processi naturali intervengono nel momento in cui aumentano in maniera marcata le macchie solari, ovvero aumento della temperatura globale e quindi aumento della produzione di biossido di carbonio (CO2) e viceversa.

Sottolineo, in maniera forte, che questo non vuol dire che possiamo inquinare a piacimento. La CO2 è naturale ed è fonte di nutrimento per molte specie animali e vegetali. L’uomo deve continuare a combattere gli agenti chimici e le sostanze che comportano rischi sulla salute della fauna e della flora. Questo rimane categoricamente l’impegno di tutti noi.

Personalmente introdurrei altri due fattori oggetto di studio: i raggi cosmici e le radiazioni ultraviolette.

1) Le radiazioni ultraviolette che interagiscono con lo strato di ozono. A seconda della quantità delle radiazioni sembrano modificarsi le reazioni chimiche all’interno dell’intera colonna atmosferica.

2)Secondo alcuni studiosi il campo magnetico del sole e il vento solare fungono da inibitori dei raggi cosmici provenienti dallo spazio. Questa sorta di scudo solare, a seconda delle variazioni dei cicli solari, protegge più o meno anche la Terra. Il risultato è una maggiore o minore copertura nuvolosa.

Una maggiore copertura nuvolosa provoca un maggiore effetto albedo, dunque minori radiazioni solari che raggiungono la superficie Terrestre. Di conseguenza avviene una diminuzione delle temperature a livello globale.

Per concludere posso affermare che il sole rimane il principale indiziato dei cambiamenti climatici terrestri e la storia del GW un pretesto per interessi economici.

Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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